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Dubbi sulla propria compagnia? Arriva la app per controllare sul telefono le assicurazioni false

L’elenco delle false compagnie di assicurazioni che distribuiscono tagliandi fasulli, soprattutto nel ramo Rc Auto, a prezzi stracciati e fuori mercato, viene aggiornato senza soluzioni di continuità. Non passa giorno senza che l’Ivass riceva segnalazioni di casi di commercializzazione di false polizze. Un problema che sta diventando un’urgenza sociale, perché il fenomeno sta crescendo a ritmi vertiginosi, soprattutto nelle aree meridionali, dove l’alta incidentalità ha fatto esplodere i costi delle coperture e dove è alto il rischio di essere coinvolti in un sinistro con un veicolo non assicurato (sono circa 3 milioni in Italia) o assicurato con una compagnia fantasma.
Per arginare il fenomeno e dare un servizio ai cittadini onesti il Ministero dei Trasporti lancia App iPatente, la nuova App che permette di controllare sul telefonino se un veicolo è assicurato regolarmente o meno, digitando solamente il numero di targa. La App del Ministero offre anche la possibilità di verificare il saldo punti della patente, controllare le pratiche automobilistiche inviate alla motorizzazione come il rinnovo di patente. Attiva anche una sezione dedicata ai neopatentati dove si possono controllare le regole in vigore, i limiti di velocità da rispettare.

Crollo soffitto in scuola ad Ostuni, nessun indennizzo alla prof ferita

Il risarcimento è stato abolito con il decreto monti

I lavori di ristrutturazione della scuola primaria Pessina di Ostuni in provincia di Bari erano durati 4 anni. E la scuola era stata inaugurata il 12 gennaio scorso. Ma questo non è bastato ad impedire che 5 metri quadrati di intonaco spesso 3 centimetri collassasse ieri all’improvviso colpendo in pieno due piccoli alunni di 7 anni, ferendoli seriamente. Ferita anche la maestra che si è procurata una brutta caduta scivolando sui calcinacci nel tentativo di soccorrere i bambini. E al consueto balletto delle responsabilità (sulle quali faranno luce il comune, l’ufficio scolastico e la magistratura) si aggiunge un’ulteriore beffa. La legge non prevede alcuna forma di risarcimento che possa essere corrisposta a domanda dei soggetti interessati. I genitori dei bambini e l’insegnante che si sono infortunati durante il normale svolgimento delle lezioni per ottenere una qualche forma di risarcimento in denaro dovranno andare davanti a un giudice. Ciò vale anche per la docente. Che, pur essendosi infortunata mentre svolgeva il proprio lavoro all’interno della classe a lei assegnata, non potrà far valere il diritto all’equo indennizzo e non potrà giovarsi dei rimborsi delle spese di degenza. E se dall’infortunio dovesse ricavare un’invalidità permanente, che dovesse precluderle la possibilità di continuare a lavorare, non godrà nemmeno della cosiddetta pensione privilegiata. E cioè di una pensione speciale, calcolata come se avesse raggiunto il massimo degli anni di servizio ordinariamente cumulabili: un risarcimento che era previsto fino al 2011 per i casi come questo. Il decreto Monti, infatti, ha cancellato con un colpo di spugna tutti i benefici che erano previsti dalla legge per risarcire e tutelare i lavoratori che si fossero infortunati per cause direttamente collegate alla svolgimento del proprio lavoro: la cosiddetta causa di servizio (si veda ItaliaOggi del 13/12/2011). E non è tutto. Se le assenze della docente infortunata dovessero protrarsi oltre un certo limite, ora rischia pure il licenziamento. Oltre al danno la beffa.